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lunedì, 30 ottobre 2006
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REGOLAMENTO INFORMATICO |

Oggi ho ricevuto il regolamento informatico aziendale. Tra le righe viene specificato che...
2.6.1 Posta elettronica
È vietato inviare catene telematiche c.d. “di Sant’Antonio”. Se si dovesse ricevere un messaggio di tale tipo, si deve comunicarlo immediatamente all’Amministratore di Sistema. Non si deve in alcun caso attivare gli allegati di tali messaggi.
2.6.3 Navigazione Internet
Non si deve accedere a materiale pornografico, sessuale, razzista, illegale, criminale o altro materiale non autorizzato o materiale collegato all’uso o all’introduzione di virus, e non lo si deve inviare via e-mail o Internet.
È vietata la partecipazione a Forum non professionali, l’utilizzo di chat line (esclusi gli strumenti autorizzati), di bacheche elettroniche e le registrazioni in guest books anche utilizzando pseudonimi (o nicknames).
E per quelli che non si scoraggiano, ricordate che:
I server di accesso a Internet tengono traccia dell’attività svolta.
Io non li conosco... ma loro sanno tutto di me!
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mercoledì, 25 ottobre 2006
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SCRITTO DI GETTO |

Avete presente quei giorni in cui è facile farsi travolgere dalle cose? Sento che la mia estate è passata così.
Forse non vorresti, o forse lo desideri, non lo sai neanche tu, ad ogni modo ti ritrovi a seguire una scia, una sensazione, un profumo, una promessa, un aperitivo, un sorriso, due parole dette nel modo in cui piace a te: dirette.
Non stai decidendo cosa fare, tutto dipende dall'atmosfera che c'è attorno, le persone che ti stanno accanto, l'entusiasmo che hanno dentro o semplicemente la voglia di dividere con te un momento della loro vita.
E allora potresti essere lì assieme ad uno stronzo, un tipo carino, o magari è una tua amica espansiva che ti ubriaca di chiacchere e tu ancora una volta non lo sai che cazzo ci fai lì con loro, magari avevi progettato di essere da tutt'altra parte in quel momento, ma la vita ti ha portato lì, con quel bicchiere in mano e due occhi puntati che si interrogano su di te o che semplicemente avevano bisogno di orecchie che li ascoltassero.
Fortunatamente ti piace osservare, ascoltare e apprezzare le sfumature della gente. Stai bene lì dove sei, e sai perfettamente che quello stesso filo che ti ha trascinata lì, pian piano comincia a legarti a quelle persone, quei luoghi, a dei ricordi.
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lunedì, 16 ottobre 2006
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Deux, s'il vous plaît! |

Eccomi di ritorno nel mio tanto amato blog, dopo un bel viaggio rigenerante. In tanti mi hanno detto che andare a Parigi in macchina è stata una follia (e probabilmente anche voi in questo momento state sgranando gli occhi) però vi assicuro che se avessi potuto esprimere un desiderio, avrei tanto voluto fare un viaggio così, improvvisato, senza troppe pretese da turista, ma con pochi obbiettivi: cercare di risparmiare sul viaggio e riuscire a vedere l'inaugurazione della mostra di Fabrica al Centre Pompidou. Il viaggio in questo modo ha assunto un aspetto avventuroso ma allo stesso tempo rilassato e ci siamo divertiti un sacco io, Barbara, Alvise ed Eric. Per non parlare delle gran mangiate che ci siamo fatti, risparmiando invece sulle bevute visto che il costo della vita a Parigi è assolutamente spropositato. D'altronde si vive una volta sola ed ogni tanto qualche capriccio bisogna toglierselo.
M: Maedetta chea volta del pompidou! Ci stavo ripensando...
M: Si, l'ho pensato spesso anch'io!
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martedì, 03 ottobre 2006
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ALLONS-Y À PARIS |

Azzardo questo titolo in francese, anche se di francese conosco ben poco, per comunicarvi che ieri ho deciso di andare a Parigi nel week-end. Nulla a che fare con un eventuale colpo di fulmine o viaggio romantico, anzi dovrebbe diventare un'allegra gita con i colleghi. La scusa per partire è una mostra preparata con tanta dedizione da Fabrica che si intitola "Fabrica : les yeux ouverts" per cui, a dire la verità non ho alzato un dito personalmente, ma visto che il luogo che la ospita è il prestigioso "Centre Pompidou" penso che valga la pena andare a curiosare.
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Tutto poteva eccitarlo, niente poteva bastargli... era come se volesse abbracciare il mondo e non potesse afferrare niente.
Schlegel |
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