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lunedì, 30 maggio 2005
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QUALCUNO HA UNA VIGORSOL? |

In ufficio si è rotto l'impianto di aria condizionata. Passo a salutare gli amici bloggers e comunicare che sto gradulmente evaporando. Il cervello sembra già danneggiato... spero non sia nulla di irreparabile!
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giovedì, 19 maggio 2005
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FINALMENTE LA VEDRÓ! |

Avevo già sentito qualcosa riguardo un suo possibile concerto in Europa e pronosticavo in quali grandi capitali avrebbe potuto suonare preparandomi psicologicamente ad un lungo viaggio magari a Roma o Londra ma poi ho scoperto che Tori Amos sarà in Italia per ben sei tappe del suo tour e così non ho saputo aspettare per acquistare i biglietti dello spettacolo che si terrà a Modena il 3 luglio. Assistere al suo concerto era nella mia lista dei desideri da quando ho cominciato ad ascoltare ossessivamente "Under the Pink", avevo circa 16 anni! Insomma, si capisce che sono felice?
Tori really deep thoughts (Tratto da: Tori Amos - ice cream assasin)
"Non lasciate che vi dicano che la mente è più importante del cuore. E' una trappola. La mente è molto ingannevole. Io non mi fido della mia mente. E' molto buona, ma non mi fido di lei."
"Nelle nostre menti, amore e sesso sono nettamente separati. E' difficile trovare qualcuna che possa essere gentile e di cui tu possa fidarti abbastanza per lasciarci i tuoi bambini, e non abbia paura di sbattere il suo uomo contro il muro e leccarlo dalla testa ai piedi."
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venerdì, 13 maggio 2005
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QUESTA E' LA STORIA DI CHECCO BALDORIA |

Francesco durante gli anni '80 era appassionato di motori e in particolare della Fiat 127.
Ne ha avute quattro o cinque modelli di diverso colore. Forse se avesse avuto qualche soldo in più si sarebbe comperato l'Alfetta, ma all'epoca era già un traguardo possedere quattro ruote. Amava la velocità e talvolta indossava il casco alla guida per sentirsi come un pilota di formula uno. Come potrete immaginare è capitato che il giovane spericolato si trovasse dentro al fosso della campagna dove abitava o schiantato da qualche altra parte ma nulla lo scoraggiava. Studiando con il fratello un corso di meccanica via radio, talvolta riusciva ad aggiustare la sua auto e se la riparazione non riusciva sostituiva la 127.
Il ragazzo un giorno si innamorò di una giovane molto carina. La fretta di arrivare da lei lo faceva correre come un razzo tra le stradine della galassia pedemontana senza rispettare stop o precedenze, fortuna volle che non si ruppe mai l'osso del collo. Anche il loro amore portò frutti rapidamente. Francesco a ventun'anni divenne padre di Micce, e si racconta che il giorno del matrimonio tanto per restare in tema di auto, gli han fottuto l'autoradio.
Quand'ero piccola il mio papà aveva una 127 rossa. Ho un ricordo tenero di quell'auto perchè ci parlavo assieme. Avevo sempre paura che un giorno si sarebbe fermata in mezzo alla strada e ci avrebbe lasciati tutti a piedi. Allora la incitavo a correre dicendole: "Ti prego corri, portaci fino a casa, non fermarti proprio ora" e lei esaudiva le mie suppliche. Altre volte le dicevo "Resisti! Tra poco c'è il distributore di benzina".
Ricordo che papà cantava in auto mentre io e mamma ridevamo come matte. Cantava le canzoni di Celentano, "Ventiquattromila baci" e "Il tuo bacio è come un rock" ma la sua canzone preferita era "Il ragazzo della via Gluck" che si divertiva a personalizzare: "Questa è la storia di Checco baldoria, anche lui nato per caso in Montiron, in una casa, fuori città, gente tranquilla che lavorava..."
E dopo le risa mi addormentavo tra i sedili della 127 rossa, e mi ritrovavo magicamente nel letto. Altre volte facevo finta di addormentarmi, solamente per farmi prendere in braccio.
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venerdì, 06 maggio 2005
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PASSAVO DI QUI... |

Sono spiacente di non avervi allietati con i miei post in questi giorni, ma ho avuto diversi contrattempi. Appena tornata da Roma, martedì, mi è stato sottratto il PC per sostituirlo con lo splendido hp che sto usando in questo momento per scrivervi. Nell'attesa sono stata mezza giornata cazzeggiando e ora ovvimente sono sommersa di cose da fare. Volevo postare qualche foto di Roma ma purtroppo durante il viaggio ho danneggiato la macchina fotografica digitale e i pochi scatti che avevo fatto al concerto non sono riusciti :(
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Tutto poteva eccitarlo, niente poteva bastargli... era come se volesse abbracciare il mondo e non potesse afferrare niente.
Schlegel |
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