|
|
mercoledì, 29 settembre 2004
 |
EVVIVA! |

Stamattina provo una gran gioia nel poter strivere BENTORNATE
a SIMONA PARI e SIMONA TORRETTA.
Echissenefrega se è stato pagato un riscatto o no, l'importante è aver salvato delle vite!
|
lunedì, 27 settembre 2004
 |
ARTISTA NELLA NORMA |

Perchè è luogo comune pensare che chi ha frequentato il liceo artistico debba essere per forza uno schizzato? Io ho la maturità artistica e sono tranquillissima. Se fossi una mantenuta in questo momento me ne starei a casa a dipingere gli angeli.
|
giovedì, 23 settembre 2004
 |
GRAFOMANIA |


Ieri sera ho dipinto un paio di scarpe. Non sono bellissime?
|
martedì, 21 settembre 2004
 |
IL VERO SENSO DELLA VITA? MI SFUGGE... |

E' stupefacente come la vita riservi situazioni sempre nuove, inattese.
Quando pensi di poter affrontare ogni cosa arriva sempre un imprevisto, un particolare che non avevi calcolato, che trasforma i tuoi piani e che stravolge le abitudini. Nuove responsabilità e nuove esperienze mi aspettano quest'anno. Qualcosa cambierà, per ora non ne so molto ma lo posso percepire. Ho scelto di mettermi alla prova e questo mi rende nervosa. Forse non ho abbastanza fiducia in me stessa, ma almeno non sarò sola.
Passano gli anni, i treni, i topi per le fogne,
i pezzi in radio, le illusioni, le cicogne.
Passa la gioventù, non te ne fare un vanto:
lo sai che tutto cambia, nulla si può fermare.
Cambiano i regni, le stagioni, i presidenti,
le religioni, gli urlettini dei cantanti...
e intanto PASSA IGNARO IL VERO SENSO DELLA VITA.
Si cambia amore, idea, umore, per noi che SIAMO SOLO DI PASSAGGIO.
L'informazione, il coito, la locomozione.
Diametrali delimitazioni, settecentoventi case.
Soffia la verità nel libro della formazione.
Passano gli alimenti, le voglie, i santi, i malcontenti.
Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume,
né prevedere i cambiamenti di costume.
E intanto PASSA IGNARO IL VERO SENSO DELLA VITA.
Ci cambiano capelli, denti e seni, a noi che SIAMO SOLO DI PASSAGGIO.
(Di passaggio - Franco Battiato)
|
venerdì, 17 settembre 2004
 |
STARE O ANDARE? |

Solitamente la mattina, durante la pausa caffè, me ne sto per i fatti miei. Oggi invece ho parlato con un fotografo, anche lui sta spesso per i fatti suoi. Sembra simpatico, lo guardo e si siede accanto. Visto che è qui da poco, mi sembra carino chiedergli come si trova. Mi risponde sorridendo che qui si trova bene, che ha bisogno di un po' di tempo per capire come funziona ma che ha grandi progetti per il futuro. Penso tra me e me che i nuovi arrivati dicono tutti così, solo dopo qualche mese si rassegnano a prendere il loro stipendio senza troppo spreco di creatività.
Gli chiedo se gli manca Londra, è banale lo so, ma non mi viene in mente altro.
Lui ovviamente annuisce e poi mi chiede da dove vengo io. "Da Treviso. Sono praticamente a casa mia" rispondo, sapendo che si sarebbe sorpreso perchè a Fabrica i ragazzi più giovani sono quasi tutti stranieri e ci si identifica specificando il paese d'origine. "Ma tu dovresti viaggiare! Non stare qui!" era solo questione di pochi minuti, sapevo che l'avrebbe detto. Il solito discorso che mi perseguita da quando lavoro in questo posto. Tutti in pratica mi chiedono PERCHE' NON ME NE VADO! "Tu devi fare questa esperienza assolutamente, se non lo fai adesso non lo farai più, tu puoi, tu devi, tu sei fortunata, parli l'Inglese!". Mi chiedo io, non sentono quanta fatica faccio a pronunciare quelle poche parole che so? Perchè pensano che tutti desiderino andare a vivere a Londra o a New York?
Io me lo farei qualche mese in giro per il mondo ma questo comporterebbe stravolgere la mia vita e non mi va, perchè la mia vita mi piace. Quello che non riuscirei proprio a fare è lasciare il lavoro proprio adesso che ho trovato stabilità. Ammetto però che il sogno c'è e mi rode parlarne perchè non ho il fegato per mollare tutto e partire.
Che palle, non si può neanche bere un caffè in santa pace.
|
|
 |
Tutto poteva eccitarlo, niente poteva bastargli... era come se volesse abbracciare il mondo e non potesse afferrare niente.
Schlegel |
|